Come ogni fine anno migliaia di docenti precari, che garantiscono il corretto funzionamento di tantissime Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, si accingono a guardare e a pensare a quale sarà il domani.

Quale sarà il loro futuro? E quali saranno le sorti di migliaia di studenti che ignari del sistema guardano avanti forti dell’insegnamento ricevuto e a cui si aggrappano con tutte le loro paure, le loro incertezze e le loro speranze?

In questo momento storico per la Nazione in cui la pandemia da coronavirus ha generato sconforto sociale e soprattutto economico, non possiamo certo dimenticarci della scuola e delle sue problematiche.

Migliaia di giovani hanno bisogno del contesto scuola per completare il proprio percorso di crescita personale e in cui possono affondare le loro radici e le loro basi solide per il futuro.

La sospensione delle attività scolastiche in presenza ha creato notevoli disagi a studenti e famiglie.

Di certo questa esperienza la porteremo sempre con noi nel bene e nel male.

Proprio in questi giorni il Governo centrale sta definendo gli aspetti più importanti per il corretto svolgimento dei concorsi che serviranno non solo a combattere il precariato, ma anche a dare al sistema scolastico italiano una vera e propria identità.

In queste ore si sta lavorando per garantire l’accesso all’insegnamento per merito, senza trascurare il possesso dei titoli e del servizio prestato per lunghi anni a beneficio di milioni di studenti.

Purtroppo però tentennano ad arrivare soluzioni condivise ed il rischio di trovarsi dinanzi ad un nuovo anno scolastico all’insegna delle incertezze è molto più vicino di quello che può sembrare.

Eppure proprio in questo momento storico sembrerebbe inappropriato dimenticarsi di quel corpo docenti, cosiddetti non di ruolo, che ha cercato in tutti i modi e con tutte le sue energie (di concerto con gli insegnanti di ruolo e i vari Dirigenti) di raggiungere gli alunni nelle loro case con la didattica distanza (DAD).

Un mondo nuovo, apparentemente sconosciuto, eppure così vicino da consentire il proseguimento della formazione dei nostri giovani e del nostro futuro.

Certo, la DAD non sempre è stata alla portata di tutti, ma il risultato di questo enorme sforzo presto sarà evidente; tra qualche giorno infatti studenti di ogni ordine e grado raccoglieranno i loro frutti e aiuteranno gli addetti ai lavori a valutarne l’efficacia.

Appare quantomeno inopportuno, almeno per il comparto “scuola”, affidarsi per le valutazioni e le programmazioni future soltanto a dati e percentuali.

Recentemente il Miur ha avviato alcuni concorsi per reperire nuovi docenti.

Si tratta di due procedure concorsuali ordinarie e due procedure straordinarie che però viaggiano ancora nell’incertezza, tra dibatti, mancate intese e continue richieste di chiarimenti.

Ad ogni modo ci auguriamo che si possa divenire ad una stabilizzazione dei docenti precari per svariati motivi.

Tra questi ricordiamo sicuramente il notevole risparmio sulla spesa pubblica (per concorsi che si potrebbero tranquillamente evitare), ma anche e soprattutto quello di garantire un’assistenza continua ad alunni che ogni anno, da decenni, seguono l’insegnamento di quello stesso insegnante che risulta bravo a supplire (da precario e in tutti gli ambiti, con o senza specializzazioni), ma non sufficientemente adeguato o addirittura impreparato a quell’immissione in ruolo, fondamentale per il presente e indispensabile più che mai per il futuro dei nostri giovani (Patrizio Di Nola).

Fonte foto: sito miur.gov.it

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