Il 2024 segnerà la fine del cosiddetto regime di Scambio Sul Posto (in breve SSP).

Di cosa si tratta? Lo SSP è una particolare forma incentivante indirizzata ai produttori di energia elettrica proveniente da un impianto fotovoltaico (FTV).

Si tratta di una convenzione stipulata con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) il quale a fronte di una immissione in rete di una certa quantità di corrente elettrica paga un corrispettivo al produttore (che sia privato cittadino o azienda).

Il regime di SSP prevede un sistema di calcolo per compensazione e il riconoscimento di una certa somma a titolo di incentivo; è un’agevolazione prevista dallo Stato nata per sostenere i periodi di autoconsumo.

In pratica l’energia prodotta in eccesso dal nostro impianto FTV viene immessa nella rete elettrica nazionale e immediatamente utilizzata per fare fronte alle maggiori richieste di corrente del sistema elettrico.

Tramite un particolare tipo di contatore il GSE è in grado di rilevare automaticamente quanta corrente viene immessa in rete dal nostro impianto e quanta ne viene invece prelevata (in questo caso si tratta di rilevazioni effettuate su due periodi successivi) in caso di bisogno (ad esempio di notte quando il nostro impianto non produce).

Con questo meccanismo di lettura il GSE è in grado di corrispondere un corrispettivo (individuato con una speciale convenzione tra produttore e GSE) calcolato in compensazione, quindi sulla differenza tra le due letture (se ad esempio viene immessa in rete corrente per 100 kwh ma ne vengono prelevati dalla rete 70 kwh, il corrispettivo riconosciuto al produttore sarà calcolato sulla differenza e quindi su 30 kwh. Il calcolo avviene con l’utilizzo di una formula più analitica e con un coefficiente di tipo forfettario).

La convenzione in regime di SSP prevede due periodi di pagamento (uno di acconto calcolato su dati storici e uno successivo di conguaglio).

Il meccanismo dello Scambio Sul Posto ha avuto un discreto apprezzamento da parte dei produttori; tuttavia malgrado i benefici derivanti di questo consolidato sistema, il Governo, nel recepire una Direttiva Europea, con il D. Lgs 199/21 dell’08/11/2021 ne ha previsto la soppressione.

Per coloro i quali risultavano già clienti in data antecedente l’emanazione del predetto Decreto 199/21 la scadenza del regime di SSP è stata prorogata fino al prossimo 31/12 2024; per i nuovi impianti realizzati in data successiva al Decreto (e comunque per quelli esistenti attualmente in regime di SSP), il nuovo meccanismo per la vendita dell’energia prende il nome di “Ritiro dedicato” (in breve RID).

Il RID è un po’ differente rispetto al regime di scambio sul posto e prevede delle tariffe (in misura fissa oppure variabili seguendo l’andamento di mercato) decisamente più basse rispetto a quelle erogate per lo scambio sul posto e pagate tenendo conto del solo prezzo della materia prima.

Con il Ritiro Dedicato il corrispettivo viene remunerato mese per mese sulla base del valore di mercato dell’energia e calcolato sul quantitativo di corrente effettivamente immessa in rete nel periodo, senza alcuna compensazione rispetto a quanto ne viene prelevata.

Si ritiene infatti che il RID stimoli all’autoconsumo (a causa delle tariffe meno incentivanti) e all’installazione di sistemi di accumulo (batterie) per consentire al produttore di immagazzinare l’energia prodotta dal proprio impianto FTV ed utilizzarla al bisogno, senza prelevare dalla rete o prelevandone una quantità inferiore.

Per coloro che già usufru­iscono dello Scambio Sul Posto la data indicata dal D. Lgs. 199/21 da tenere sotto controllo, è il 31 di­cembre 2024; tuttavia non essendo state ancora precisate le modalità per il passaggio al RID, si andrà avanti con lo Scambio Sul Posto fino a che non usciranno i decreti at­tuativi che ci diranno come si uscirà gradualmente da questo contratto.

Per stipulare una nuova convenzione sarà sufficiente registrarsi oppure autenticarsi (anche con credenziali SPID o CIE) al portale del GSE raggiungibile all’indirizzo internet www.gse.it avendo cura di avere a disposizione tutta la documentazione richiesta dalla procedura.

Per completezza di informazione, si evidenzia che non può richiedere il servizio di SSP chi ha usufruito del cosiddetto Superbonus 110% per i quali vige l’obbligo di sottoscrizione della convenzione per il RID.

In definitiva con la fine del 2024 lo SSP cesserà per favorire nuovi meccanismi di autoconsumo sia da parete del singolo (con installazione di batterie di accumulo per l’utilizzo più consapevole della corrente prodotta) sia da parte del collettivo con la creazione di specifiche Comunità energetiche per la condivisione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili da gruppi di privati e/o aziende. (Patrizio Di Nola)

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